Baratto Amministrativo? Decide solo la maggioranza 

In data 17/11/2016 si è tenuto il sesto Consiglio comunale della legislatura guidata dalla giunta Molinari

Il punto centrale all'ordine del giorno, e per altro unico presentato dalla maggioranza, è stato il regolamento per il baratto amministrativo.

L'assessore D'andrea ha presentato il documento che l'amministrazione ha preparato nei mesi scorsi. La materia di per sé è molto delicata. Si tratta di una regolamentazione che ancora pochi Comuni in Italia hanno approvato e su cui ci sono stati numerosi interventi della Corte dei Conti che ha rilevato come sia difficile ricondurre le prestazioni dei cittadini ad una specifica tassa. Per queste ragioni il regolamento del baratto amministrativo è questione complicata che la maggioranza ha deciso comunque di votare e approvare senza tenere in considerazione le osservazioni, i suggerimenti dell'opposizione.

Il loro testo, infatti, è stato approvato precludendo qualsiasi intervento a tutti i consiglieri di opposizione. Questo è successo sia nelle commissioni dove la discussione si è limitata all'illustrazione del regolamento da parte dell'assessore D'andrea, sia ieri sera in Consiglio comunale dove si è discusso poco nel merito del documento e dove comunque l'assemblea ha votato un documento "chiuso".

Il Pd, la lista Avanti con Luca Zambon, Forza Italia e Movimento 5 Stelle sono stati esclusi e questo regolamento è stato approvato a colpi di maggioranza.

Noi ovviamente abbiamo espresso voto contrario perché avevamo in mente modifiche con l'obiettivo di tutelare i cittadini, e soprattutto di agevolare l'accesso allo strumento del baratto per le fasce economicamente più deboli della popolazione. Siamo anche dell'idea che bisogna fare attenzione a non far lievitare i costi di gestione di tale baratto amministrativo perché altrimenti è molto meglio riservare quelle risorse, direttamente, per abbassare le tasse.

Il Consiglio comunale si è dunque chiuso, come spesso avviene, con una maggioranza che solo a parole apre alla collaborazione con le opposizioni. Poi, nei fatti, non ascolta e non accoglie alcuna osservazione diversa dalla propria e dispone dei suoi numeri per approvare documenti non condivisi.